LA RIVISTA · LA PELLE

Appena usciti dalla doccia, quella pelle che tira e che crediamo normale.

Un asciugamano, uno specchio e quella sensazione familiare: la pelle tira, a volte prude. Ne diamo la colpa all’inverno, al sapone, agli anni. Raramente all’acqua stessa. È lei, molto spesso, la prima responsabile.

Di Frédéric Esnault, inventore dell’Hyperionisation®

L’OSSERVAZIONE

Un disagio così comune che non lo notiamo più.

Pelle che tira, sensazione acartonata uscendo dal bagno, voglia di grattarsi pochi minuti dopo la doccia: questi segnali sono così diffusi da passare per normali. Rivelano sempre la stessa cosa, una pelle che ha perso acqua invece di acquistarne.

Il paradosso ha di che sorprendere. Usciamo dall’acqua, e la nostra pelle ne è assetata.

IL MECCANISMO

Ciò che l’acqua comune fa alla pelle.

La pelle è protetta dal film idrolipidico, un sottile velo d’acqua e lipidi che trattiene l’idratazione e tiene a distanza le aggressioni. L’acqua calda lo scioglie. Più la doccia è lunga e bollente, più questo velo si assottiglia, e più l’acqua contenuta nell’epidermide evapora una volta che la pelle è esposta all’aria.

Saponi e bagnoschiuma accentuano il fenomeno, così come il calcare. Nel 2017, ricercatori del King’s College di Londra e dell’Università di Sheffield hanno dimostrato che il calcio e il magnesio di un’acqua dura si legano ai tensioattivi dei saponi, li depositano sulla pelle e ne innalzano il pH superficiale. La barriera cutanea ne esce indebolita.

L’acqua comune lava, ma secca. Scivola sulla pelle, poi se ne va, portando con sé parte di ciò che la proteggeva.

NEL QUOTIDIANO

I gesti che limitano i danni.

I dermatologi raccomandano da tempo alcune semplici precauzioni: acqua tiepida anziché molto calda, una doccia da cinque a dieci minuti, un detergente delicato, un asciugamano da tamponare anziché strofinare, un trattamento idratante applicato sulla pelle ancora leggermente umida.

Queste accortezze frenano la perdita d’acqua. Non ne eliminano la causa: l’acqua comune resta incapace di idratare la pelle che tocca.

DI UN’ALTRA NATURA

Un’acqua che idrata, finalmente.

È proprio questo limite che l’Hyperionisation® ha superato. Il procedimento dà vita a un’acqua inedita. La sua composizione resta invariata: stessa mineralità, stesso pH, stessa qualità batteriologica; nulla viene aggiunto, sottratto o filtrato. La sua organizzazione ionica, invece, è distinta.

Da questa rottura nasce un’affinità con la pelle senza eguali. A contatto con l’acqua iperionica, i minerali, calcio in testa, mettono in atto i meccanismi biologici della pelle. L’idratazione guadagna in profondità, l’epidermide si ridensifica.

Dodici studi condotti sulla tecnologia Sublio® ne stabiliscono l’efficacia sulla pelle.

LA SENSAZIONE

Ciò che si avverte, una volta asciutti.

Fin dall’ingresso in acqua, si intuisce che non ha nulla di ordinario. Il contrasto più netto arriva dopo, quando la pelle si è asciugata: più nessuna sensazione di tensione. È compatta, liscia, morbida, come nutrita dall’interno. Si sente che è accaduto qualcosa.

Questo effetto si accumula. Ogni contatto consolida il precedente: dopo due o tre notti in una dimora attrezzata dalla doccia alla piscina, la pelle ha ritrovato una densità che conserva a lungo dopo la partenza.

L’ESPERIENZA

Dove l’acqua iperionica vi attende.

Sublio dota interamente hotel, spa e residenze d’eccezione, dalle camere alle piscine fino alla spa, perché la pelle non lasci mai l’acqua iperionica.

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DOMANDE FREQUENTI

L’essenziale in cinque risposte.

Una pelle che tira dopo la doccia manca d’acqua?
Sì. La sensazione di tensione segnala una pelle che ha perso acqua durante e dopo la doccia, in mancanza di un film idrolipidico integro capace di trattenerla.

La doccia può seccare la pelle?
Sì. L’acqua calda scioglie il film idrolipidico che protegge la pelle, e una doccia lunga favorisce l’evaporazione dell’acqua dall’epidermide. Acqua tiepida e docce brevi limitano questa secchezza.

L’acqua calcarea accentua la secchezza della pelle?
Sì. Associato ai saponi, il calcare lascia depositi sulla pelle e ne innalza il pH superficiale, indebolendo la barriera cutanea.

L’acqua iperionica conserva la composizione dell’acqua d’origine?
Sì. La sua mineralità, il suo pH e la sua qualità batteriologica restano rigorosamente invariati: nulla viene aggiunto, sottratto o filtrato. Solo la sua organizzazione ionica è distinta.

Dove si può godere dell’acqua iperionica durante un soggiorno d’eccezione?
Nelle strutture dotate di Sublio, l’acqua iperionica è presente ovunque, dalla doccia alla piscina, passando per le vasche idromassaggio. Sublio si rivolge ai palace, agli hotel di lusso, ai centri benessere esclusivi e agli yacht.

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